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Full text of "Marco Visconti : melodramma tragico in tre atti"

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MELODRAMMA TRAGICO IN TRE ATTI 


DI 


DOMENICO BOLOGNESE 


MUSICA DEL MAESTRO 


ERRIGO PETRELLA 





MILANO 


COI TIPI DI FRANCESCO LUCCA. 
8-67. 


A di traduzione, ristampa e riproduzione 
riservati. I 


MUSIC LIBRARY 
\ UNC--CHAPEL HILL 


EPIESONA GE MA 'R''I'ORI 








MARCO VISCONTI . . . . Sig. Massimo Ciapini 
OTTORINO VISCONTI ) suoi Sig. Luigi Gulli 
LODRISIO VISCONTI )cugini Sig. Raffaele Tamanti 
Il conte OLDRADO DEL BALZO, 


padre di Sig. Carlo Morroto 
BICE Resto Sig. Emilia Ciuti 
TREMACOLDO,. giullare Sic. Emilia Colarieti 
LAURA, damigella di Bice . Sig. Ginevra Mona 


Maestro Direttore Sig. GIUSEPPE MILILOTTI 
Maestro de’ Cori Sig. Vincenzo Molajoli 
Maestro della Banda sul Palco Scenico Giuseppe Santinelli 
Il vestiario è della Sartoria Italiana di Firenze, 
CORI e COMPARSE 


Cavalieri e Dame --- Ancelle di Bice — Guerrieri 


Popolani e Venditori — Zingare -—- Araldi. 
Maestri di campo — Giudici del Torneo. 
Signori di città — Magistrati — Arcieri —- Lancieri 


Maschere — Sgherri, ec. ec. 


L’ azione è in Lombardia. Epoca 1329. 





RAPPRESENTATO NEL 


POLITEAMA ROMANO 
Stagione di Estate 1872. 


perfido la trae al disabitato castello di Rosate, e facendole. 
eredere spento lo sposo, la ‘vorrebbe indurre a corrispondere 
al suo amore. Per lo che la giovine virtuosa e costante si da 
la morte; quando troppo tardi giungono in sua aita Marco 
ed Ottorino Visconti già rappaciati, ed avendo ucciso l’infame 
Lodrisio. 

N soggetto, come vedesi, è stato tolto dal famigerato ro- 
manzo del Grossi. I cangiamenti.che vi s° incontrano son nati 
da quelle convenienze sceniche che han tanto circoscritto il 
dramma lirico italiano; sebbene sembra oggimai che la mu- 
sica avvertita dall’ esperienza voglia slargare i confini della 


poesia melodrammatica e concederle il contrastato nome di 
sorella. 


ATTO PRIMO 


SCENA PRIMA. 
_ Galleria nell'abitazione del conte Oldrado del Balzo a Milano. 


Laura e Bamigelle confidenti di Bice. 


{oro V ieni, 0 Bice, alfin t'invola 
AI martir che sì ti adduola: 
Del tuo sguardo un sol baleno 
Basta ogni alma ad allegrar. 

Non è sempre il ciel turbato, 

Sempre il mar non freme irato: 
Ma tranquillo, ma sereno 
Spesso ride e cielo e mar. 


Lau. Ella vien... 
SCENA Il 
Ebice e detti. 
{oro (a Bice) Deh! l’oppresso pensiero 


Fa che sorga dal cupo tuo duol: 
In un giorno di nembi foriero 
E piu bella la luce del sol. 

Bice Mie fide amiche, 1 vostri voti accetto; 
Ma da giusta cagion tragge il mio pianto! 
Appellato Ottorin fu dal Visconti, 

Che qual padre lo regge e lo consiglia, 
Ad isposare del Ruscon la figlia. 

Lau. Temer non déi, fido sara VV amante. 

Bice Eppur poc'anzi che sopita io m’era, 
All’ agitato spirto 
Una funesta visione apparve! 

Lau. E tu dai fede a sil fallaci larve? 

{onoVolgi la mente a immagini gradite... 


Ss AUIGITO 
Bice No, vo” narrarvi i miei spaventi... udite. 
In placida notte di stelle raggiante ; 
Insiem col mio bene pareami fuggir, 
E un uomo mirava d’amico sembiante 
Sull’ara d’Imene nostre anime unir. 


Quando ecco ogni luce nel cielo si è spenta: 


In gelida tomba si cangia l’altar:; 
Quell’uomo uno spettro terribil diventa, 
In essa mi spinge, la covre, e dispar!... 
Deh! vieni, mio fido, tuo sguardo soltanto 
Può render la calma all’egro mio cor: 
E vita al tuo fianco, è vita d'incanto, 
E tutta l’ebbrezza d’un fervido amor! 
| Coro, LAU. 
0 Bice, dal ciglio deh! tergi quel pianto, 
Discaccia dal seno si crudo dolor! 
Coro Chi s'inoltra?. 
Brick E mio padre... 


SCENA III. 


Il Conte del Balzo e dette. 


Brick (abbracciando îl padre) . Deh! parla... 
Che mai rechi? qual fia la mia sorte‘ 
Cox. Ottorin rifiutato ha da forte 
L’imeneo dell’altera beltà. 
Bick Ciel fia vero?... oh contento!... 
Lav., Coro Oh ventura!... 
Con. Qui tra poco egli stesso verra. i 
Bror (nella massima gioia) 
Inebbriata ho l’anima 
Dal più possente affetto... 
Sarà la vita un’estasi, 
Un sogno incantator. 
Mio ben, deh! corri, stringimi 
Ebbro di speme al petto, 
Tra i più ferventi battiti 
D'un sovrumano amor! 


- libia 


PRIMO 
Coro Ki si mostro propizio (additandole il Conte) 
Ai voti tuoi più ardenti, 
Qual nel deserto mostrasi 
La palma al viator. 
Con. (Non san quell’alme candide 
Nell’avvenir fidenti, 
Come la gioia è rapida 
E stabile il dolor!) 


(Le Damigelle e Laura si ritirano; Bice accorre al padr e) 


SCENA IV. 


| Conte del Balzo e Bice. 


Con. (con circospezione e mistero) 
Siam soli - or d'uopo hai di fermezza, 0 i: 
Bice Qual cangiamento in te!... Che fia? 
Con. Vendetta 
D'Ottorino al rifiuto 
Marco giurava, ed ei sara perduto! 
Brce Ma qual danno il minaccia 
Se a me divien consorte? 
Con. Il maggior che vi sia... 


Bice Segui... 

Con. ; La morte! 
Bice Cielo! 

Con. Egli stesso a me svelo l’arcano.. 
Bice Che ascolto! 

Con. Quando a duca di Milano 


L'Imperatore Azzon Visconti elesse, 
Ottorin ne fremé, chè Marco ambiva 
A quel seggio innalzar. Da Ghibellino 
Furtivamente Guelfo indi divenne, 
E di Como al signor siccome tale 
Seguaci a domandar corse ed aita. 

Bice Incauto! 

Con. Or egli se impalmar disdegna 
La figlia del Ruscon, questi nemico, 
Guelfo lo svelerebbe a Lodovico! 

Marco Visconti 


19 


10 ATTO 
Bicg E salvar nol potria Marco Visconti” 
Con. Tutto sul regio ambasciatore ei puote: 
Ma chi calmar quel disdegnoso ardisce ? 
Bicr Oh! fato avverso, e rio - 
A me che resta? 
Con. Il genitore e Dio! (entra nelle stanze) 
Bice Marco Visconti il può salvar!... Tra poco 
La festa è in sua magion!... Ciel, qual pensiero! 
Forse, o madre, sei tu che a me Pispiri?. 
(rientra nelle sue stanze) 


SCENA V. 


Ottorino solo, poi Esice. 


{Ymr. Nelle sue soglie io son!... Di rivederla 
Non mai sl forte in core 
MParse desio... - Dell’alma tua l'arcano, 
Marco Visconti, penetrai. - Soltanto 
Per liberarti d’un rivale, il dono 
D'un imeneo m’offristi... io lo sprezzai. 
Chi Bice amò qual’altra amar può mai? 
D'ogni terrena belta Vincanto 
Vinto s’oscura dinanzi a lei: 
Per me del cielo simbolo è santo, 
La speme, il gaudio de’ giorni miei: 
Tutta in lei sola Valma rapita 
Al raggio infiammasi di quell’amor... 
Togliermi, o erudo, potrai la vita, 
Ma non di Bice togliermi il cor! 


Bice! 
BICE (accorrendo) Ottorin! 
di Tu calmi i miei sospiri! 
BiIcE La tua fe’, l’avversa sorte, 
Tutto il padre a me svelò! 
Ort. fo disfido esiglio e morte ; ) 
Per te nacqui e tuo sarò ! Po 
di Finchè mi è dato esistere 


Giuro d’ amarti ognora, 
r ° ‘ 4 . 

Ti adorerà questi’ anima 
Oltre la tomba ancora! 


PRIMO » i1 
Fosti il mio primo palpito, 
L’ ardente mio desir; 
Sarai l'estremo anelito, 
L'unico mio sospir! 
OTT. (preso da un pensiero) 
Fuggiam, fuggiamo; al tempio 
II padre tuo ne guidi... 
Brick Che parli! 
OTT: AI Dio de’ miseri 
Il nostro amor si affidi! 
(mentre Ott. è per condurre Bice al padre, odesi uno squillare 
di trombe seguito dalle voci di alcuni banditori che gridano) 
BanpiToRI dalla via. 
»A festeggiar del degno 
»Duca novello il regno, 
»Doman fia l’ alta giostra, 
»Ove il valor si mostra, 
»Ed Ottorin Visconti 
» Fia che i più prodi affronti... (le voci si 
OTT. Funesto onor! disperdono) 
Bice DI palpiti 
Sorge quel suon foriero!... 


SCENA VI. 
ll Conte del Balzo e detti. 


tion. (adOtt.)Odi, al torneo ti acclamano 
Il fenitor primiero. 


Ort. Saprò pugnare e vincere ; 
Ma tu conceder dèi... 
UON. Parla... 
OTT. Per | alba rendere 
Vo’ sposa mia costel. 
Uon. Ma del Visconti il vindice 
À Sdegno affrontar chi può? 
Ort. Noi fuggirem... 
Bice Quell’ anima 


Si placherà... 
Con. No, no! 


42 
born: 


BICE 


{oN. 


Ort. 


Bice 


Con. 


Orr., Bice Fia ver? (abbracciandolo) 


{{oN. 
BicE 
Lon. 


ATTO 


Se fuggir ne togli omai, 
Se mi neghi il ben che anelo, 
Sul patibol mi vedrai, 
Fremerai di vano orror... 
L’ho giurato al mondo e al cielo, 
O la morte o mio quel cor. 

Per la madre che morendo 
Benedisse il nostro affetto, 

Deh! ne strappa al fato orrendo, 
Deh! ti mova il mio dolor... 
Ed il nodo benedetto 

. Venga alfin dal genitor. 

(Ahi! quel duol, quell’ansia ardente ui 
Sul mio ciglio il pianto elice, 
E una voce onnipossente 
Par che in sen mì gridi ancor: 

E tuo sangue l’infelice, 

Cedi al fato e vinca amor!... -) 

Addio per sempre... (a Bice in atto di par ‘tire) 

Ah! fermati, 

Così mi lasci?... - e puoî?... (per seguirlo) 

Non più, commossa ho l'anima, 

Veggo due figli in voi! a 
(tendendo loro le braceta) 


» 





x 
“ 


Per Valba al tempio! TAO, 2 01 
Madre, sian grazie a tel... Ù 
Ella dall’alto empireo 
Vi benedica in me! 
Ort., Bice, Con. (tenendosi abbracciati e con effusione dt $ 
Mesciam, mesciamo i battiti, tenerezza) z 
È 


I nostri affetti insieme ; 
Mesciam le nostre. lagrime, 
L’ansie, l’amor, la speme. 
Brilla di pace un’ iride, 

Il duol da noi spari... [Lori 
Più non potran dividerci, "DA 
Ora che il ciel ne uni! (si allontanano) 


uo PRIMO {3 


SCENA VII. 


Grande sala illuminata a festa nell’ abitazione ‘ di Marco 
Visconti. Sovra eleganti deschi sonovi vasi di oro, nappi 
ed altri oggetti consimili. 


Bame e Cavalieri, e varie Maschere si accostano a’ deschi 
indiani, e serviti dai Paggi tracannano le coronate coppe. 


TUTTI 


ParTE DEL Coro 


Tripudiam: tra le danze e i piaceri 


E la vita, è Voblio degli affanni. 
ALTRA PARTE 
AI brillar de’ ricolmi bicchieri 
Par che scemi l’oltraggio degli anni! 
TurTI (toccando le coppe) 
Viva il prode guerrier che immortale 
Nelle glorie di Marte vivrà, 
Vivrà Marco Visconti che eguale 
Nelle corti d’ amore non ha! 
»In Liguria ed in Toscana 
» Il suo nome ancor. risuona; 
» Ebbe palma a Bassignana 
» Su Raimondo da Cardona. 
» Tutto ei sperde, abbatte in guerra 
» Con la lancia e con l’acciar, 
»(ome nembo su la terra, 
» Come vento in mezzo al mar. 


PARTE DEL Coro 


Tripudiam delle faci al fulgore, 


Delle belle agli sguardi ridenti. 
ALTRA PARTE 


Tripudiamo negli inni d’ amore, 


Negli accordi de’ lieti concenti. 

E dell’ alma nel gaudio superno 
Ripetiamo toccando il bicchier - 
Viva Marco Visconti in eterno 

Che de’ prodi si mostra il primier, - 


14 ATTO: 


» Non lo vince ingegno umano, 
» Non possanza di magia : 
»È il più forte capitano, 
» È onor di Lombardia. 
» Ogni prode cavaliero, 
» Ogni eletto trovator 
» Loda il nome del guerriero 
»K 1 prodigi del valor. 


SCENA VII. 


Mlarceo Visconti, Lodrisio, altre Maschere, e detti. 


TurriViva Marco Visconti! 
Mar. O miei diletti, 
Mercè vi rendo di sl grati accenti. 
(poi traendo Lodrisio in disparte) 
{he mi rechi, Lodrisio? 
Lo». (a Marco) II conte Oldrado 
# mascherato nella festa. 
Mar. Ed ella? 
Lon. Bice non vidi, il nostro buon germano 
Forse venir le divietò... 
Mar. Che parli! 
Un inferno, o crudel, mi cacci in seno! 
Lon. (Fia mortale per essi il mio veleno! 
» Velen di gelosia, furia tremenda 
» Che gia tutto m’investe, 
» E ad opre mi sospinge empie e funeste!) 
(Tutti gli invitati si formano in diversi gruppi: Lodrisio 
abbandonato bruscamente da Marco Visconti si fram- 
mischia alla folla, mentre quest'ultimo concentrandosi 
in sè stesso esclama:) 
Mar. (Tu beato alfin mi rendi, 
Bella vergine d’ amore; 
Come stella mi risplendi 
Tra le nubi del dolore. 
Della madre che adorai 
Dio scolpi l’immago in te, 


PRIMO i 
È al baleno de’ tuoi rai 
Doppia fiamma io sento in me!) 
(odesi un suono festivo dalle gallerie) 


AI 


Mar. Alla danza lamore ne invita, 
Ove apprendesi ad alma gentil. 
TUTTI Corre ogni alma alla danza gradita 


; Qual farfalla sui fiori d’april. 

(Ad un cenno del Visconti i Paggi alzano te cortine in 
fondo, e veggonsi le gallerie illuminate, con bande che 
suonano e coppie che si apparecchiano a danzare. Gli 
invitati e Lodrisio corrono & quella parte. Marco Vi- 
sconti ordina che le cortine si richiudano.) 

Mar. (aè paggi) 
Ite, restar desio... o 
(i paggi vanno via, una maschera solamente rimane in fondo) 


SCENA IX. 


Biareo Visconti ed una SHaschera. 


Mar.Chi veggio ! 
La Mascnera. Modi... 
MAR. E chi tu sel? 
LA MascHERA (sé scopre il volto - è Bice) 
Man. (con la più grande meraviglia) Gran Dio! 
Tu! qual ventura a me ti guida? 
Bice fo vengo 
A implorarti una grazia... 
Man. Un genio non implora! ah! parla, chiedi... 
La vita, il cor, Vanima mia... 
BICE Signore, 
Ben generoso ti pingea mia madre! 
Man.Ah! si per lei, spirto beato e puro, 
Da questo di tuo cavalier mi giuro! 
(piegando un ginocchio innanzi a lei) 
BicE Ma sorgi, a te rivolgere 
Un priego ardisco omai, 
Salva Ottorin... 
MaR. (con ira crescente) Quel perfido! 


16 
BIcE 


Mar. 


BIcE 


MAR. 


AVITT'O=" 
Rieda al tuo piè... 
Non mai! 
Oh ciel! tu fremi? 


‘cercando frenarsi) Fremere?... 


No, calmo io son... son lieto; 
Ma rammentar quell’ empio 
A tutti... a tutti io vieto! . 


BicE (per andare) 


Mar. 


Ful sventurata... 
Ascoltami... 
(Forse è pieta per lui!...) 


BICE (Come sopra) 


Mar. 


BICE 


MAR. 


Bick 


Mar. 


BICE 


Mar. 


BIcE 


Tu mi discacci!... 
Ah! fermati, 

Rieda per te colui! 
Alma clemente, grazie ; 
Lo sappia il padre mio... 
Deh! non fuggirmi - chiederti 
Deggio una grazia anch’ 10! 
Tu?... mì disvela... oh sorte! 
(Quel volto... io tremo... ahimé!...) 
Deh! parla... È 

0 vita o morte 
M° aspetterò da te. 


fo ti vidi ed al tuo sguardo 


Ritornar parvi innocente; 

Io per te divampo ed ardo 
D’una fiamma onnipossente. 
Fin d’un soglio lo splendore, 
Quanto brilla intorno a me, 
Non ha possa sul mio core, 
Non è bello al par di te! 


(Oh! quai detti! oh! fiera guerra! - 


Per le fibre ho un gel di tomba! 
Si spalanca a me la terra; 

Sul mio capo un fulmin piomba! 
Ma di fede e di costanza 

L’amor mio si nutre in me; 


PRIMO 
Grande il rese la speranza, 
La sventura eterno il fè!) 
Mar. Su, decidi il mio fato... 


BIcE Che chiedi? 
MAR. Fero dubbio nell’alma mi desti! 
Vo’ il tuo cor... 
Bice. No! che ad altri gia il diedi! 
MaR. Altri! ah! forse Ottorino? 
Bice Il dicesti! 
MAR. Ahi! sciagura, il furor che mi accende - 


Sovra il capo abborrito cadrà! 
Bice No, che ingiusto lo sdegno ti rende... 
MAR. Pera l’empio... 
Bice (cadendogli ai piedi) Ei delitto non ha! 
Del mio duol, di lui pietade 
O di speme io morrò priva; 
Una fiamma entrambi invade, 
Una vita entrambi avviva! 
Pel german, pel pianto mio 
In te stesso alfin discendi ; 
Se tu m’ami, a me lo rendi 
E la vita a te dovrò! 
MAR. Tu calpesti, uccidi un forte, 
E pietà pel vil m’implori ? 
Non pietà, ma invidia e morte 
Ei s' avra se tu l’adori! 
Fu tua madre a me fatale, 
Or da te son io rejetto !... 
Deh! mi strappa il cor dal petto 
Quando amar giammai non può! 
Bice (Ciel pietoso, a te m’affido, 
E t'imploro in tanto affanno : 
Tu mi reggi... e l’empio io sfido, 
Tu mi guarda... e salva io son!) 
Mar. (O funesto, atroce istante, 
O destino a me tiranno ! 
Ardo a’ rai di quel sembiante, 
Di sua voce agghiaccio al suon!) 
Marco Visconti 3 


dea ATTO PRIMO 


BicE Deh! ti calma... 

Mar. Cedi omai... 
BICE Deh! lo salva... i 
MAR. Amore io vo)... 
Bice Un sol uomo amar giurai ! 


MAR. (portando la mano al pugnale) 
Sciagurata !... 
BicE Vibra!... (sviene) 
MAR. Ah no! 
‘ (le slancia uno sguardo misto di sdegno e compassione, 
ed esce rapidamente mentre si abbassa la tela.) 


FINE DELL'ATTO PRIMO. 


ATTO SECONDO 





SCENA PRIMA. 


Spianata presso la Postierla d’Algisa fuori le mura di Milano. 
Da un lato entrata allo steccato per la giostra, alla cui 
porta vedesi da un canto lo scudo di Ottorino capo della 
schiera de bianchi, dall’ altro quello di Sacramoro duce 
della schiera de’ rossi. Intorno poi sono tavolati e tettoie 
e botteghe a vento; sotto le quali vendonsi dove falchi e 
veltri, dove armi, dove amuleti e specifici da cantambanchi. 
È l alba. 


Venditori, Popolani, d'ambo i sessi, Forosette, Zingare, ecc. 


VENDITORI DI AMULETI 


Vere memorie della Soria, 
Che son pel fascino rimedio e schermo. - 


VENDITORI DI CANI . 
Falchi e segugi di Tartaria, 
Cani da sangue, cani da fermo. - 
VENDITORI D'ARMI 
Cimieri e scudi, pugnali e spade 
Di tutte tempre, d’ogni virtù ! 
(battendo in sulle armi in segno di gioia) 
Tutti Godiam fin quanto ne vuol l’etade ; 
Il tempo fugge, nè torna più ! 
FOROSETTE 
Comprate serti, comprate fiori 
Galanti giovani, vaghe donzelle ; 
Essi vi parlano de’ vostri amori, 
Essi vi adornano, vi fan più belle. - 
Zincare Qui vè la Zingara che v'indovina 
Quel che vi aspetta, quel che gia fu! 
(percotendo co’ loro piccoli spiedi i tripodi) 
Tutti Godiam godiamo ; età cammina ; 
Quando è trascorsa non torna più!... 


20 ATTO 


UNA VOCE DA DENTRO 


Il liuto ed il fardello 
Non toccar del menestrello. 
Coro Tremacoldo! egli è nell’ estro 
Trovator di lai maestro ! 7 


SCENA II. 


'T'remacoldo col liuto ad armacollo e detti. 


TRE. Ei non teme e i tristi morde... 
Coro (accerchiandolo) 
Canta... tocca delle corde. 

TRE. Non mi spiace, pronto sono, 
E al piacere m’ abbandono... 
(Chè la cara amata Bice 
Or dal tempio ritornò; 
» Fu. mia madre a lei nutrice, 
» Ella meco s’allevò!) 

Coro Noi vogliam la Rondinella... 


TRE. Mesto è 1l canto, e lieto io son... 

Cono Cedi, cedi... 

TRE. Ebben, sia quella... 

Coro Su! ricerca il motto e il suon. i 

TRE. (dopo aver fatti vari preludi sul liuto) accompagnandosi © 
incomincia) e. 


Rondinella pellegrina 
Che ti posi im sul verone 
Ricantando ogni mattina 
Quella fiebile canzone, to * 
Che vuoi dirmi in tua favella 
Pellegrina rondinella:? * 
Solitaria nell’obblio <-> 0 0 
Dal tuo sposo abbandonata, i si 
Piangi forse al pianto mio dt 
Vedovella sconsolata? I 
»Piangi, piangi in tua favella 
» Pellegrina rondinetla ! 


SECONDO 21 


Coro La sua voce ha in sè l'incanto 
Del più tenero usignuol, 
Che discioglie il mesto canto 
Pria che in ciel tramonti il sol. 

TRE. Pur di me manco infelice 
Tu alle penne almen ti affidi, 
Scorri i lago e la pendice, 
Empi l'aria de tuoi gridi, 
Tutto il giorno in tua favella 
Lu chiamando, o rondinella... 

Una tomba a primavera 

Troverai su questo suolo; 
Rondinella, in sulla sera 
Sovra lei raccogli il volo... 
» Dimmi pace in tua favella: 
» Pellegrina rondinella. 

Coro Dolce è il canto e dolce il suon 
Di tua flebile -canzon... 


TRE. » Ma ribelle il mio pensier 
» Vola ai sogni del piacer... 
Coro »Il tuo canto scende al cor, 
» Segui, segui, o trovator. 
Tre. »Di gioia il sen mi palpita 


» In questo di beato, 
» Sfidiam l’avverso fato 
» Tra l’ ansie del piacer. 
»Qui gli astri più risplendono, 
» Più vago il fior rimiri, 
» Fin l’aura che respiri 
» mebbria il tuo pensier! 
Coro » Covra un oblio profondo 
» Gli affanni di quaggiù, 
»È più felice al mondo 
»Chi sa goder dippiù! 

(Un suono di marcia festiva interrompe il canto di Tre- 
macoldo. Ed ecco preceduti da militari strumenti al- 
cuni drappelli d’ arcierì e di lancieri entrare nello 
steccato: indi alcuni cavalieri con la ciarpa bianca 


22 


ATTO 
alla cui testa è Ottorino, ed altri con la ciarpa rossa 
guidati da Sacramoro tutti sui rispettivi destrieri: 
molti scudieri, i giudici del torneo, gli araldi, i signori 
di città, ecc., ecc. Lodrisio vien dopo) 


Coro Corriam, veggiamo le invitte schiere 


Che sono il fiore di gioventù : 
Corriam, godiamo : vola il piacere, 
Il tempo fugge, nè torna più! 

(tutti corrono per assistere alla giostra, e mentre si ode 
ancora il suono della marcia, ed alcuni sono alla 
porta dello steccato, Lodrisio dice tra sè :) 

»Oh rabbia! e invan Marco Visconti io cerco! 

» Dalla festa spari, nè alcun lo invenne. 

» E trionfa Ottorin? sposo felice 

» Dopo la giostra ei fuggirà con Bice ? 

» Ah, ciò si eviti: ad "RON io corro 

» Come Guelfo ad Azzon... Marco Visconti 

» Ritroverò... nell’ ira mia ferale 

» Come meteora splenderò fatale! 

(Va al torneo. Restato vuoto il proscenio, e dopo qualche 
momento di silenzio si mostra un guerriero chiuso 
nell’armi, gira lo sguardo intorno; si assicura di esser 
solo, alza la celata - è Marco Visconti.) 


SCENA III. 


Marco Visconti solo. 


A che m’ insegui, immagine adorata 

E insiem funesta? - involati una volta ! 

Nell’ombra della notte e tra perigli 

Irata io ti vedeva, 

Ed in balia del mio destrier correa! 

Ma giunsi alfine, e del rivale inviso 

Vendicarmi saprò... (per entrare nello steccato) 
Cielo! ove Corro? 

È mio german colui ; 


Lo So io stesso... e non sara che un figlio 


SECONDO 253 
Di propria mano uccida, 
Sperderebbe l’ Eterno un parricida ! 
Ei mì appar leggiadro e santo 
Qual degli anni al primo albore: 
Pace grida a me d’accanto, 
E dilegua il mio furore : 
Trionfar d’un folle affetto, 
Padre a lui tornar saprò; 
E compianto e benedetto 
Nella tomba io scenderò! 
(le bande del torneo fanno udire trionfali concenti, a’ quali 
unisconsi le grida fragorose della moltitudine) 


VOCI DA DENTRO 


Onore a’ forti, plausi 

Ad Ottorin Visconti! 

Del prode è la vittoria! 

Vince 1 più arditi e conti! 
Man. Il sol de’ giorni miei 

Ei mi rapiva in lei, 

Ed or perfin la glori la 

Egli m° involerà ? 


CORO COME SOPRA 


Plausi de’ prodi al massimo 
Che più rival non ha! 
MAR. Taci, taci, io vivo ancora, 

Volgo mobile e insensato; 

Nella polve rovesciato 

L’idol tuo sara da me! 

O superbo, i tuoi trofei 

Quella turba invan m’addita: 

Tu m’involi onore e vita, 

Onta e morte io rendo a tel 
(abbassa la visiera, percuote e rovescia lo scudo di Otto- 
rino, e sì caccia nello steccato per combattere.) 


24 ATTO 
SCENA 1V. 


Galleria nell'abitazione del conte Oldrado del Balzo a Milano 
come la scena prima dell'Atto primo. 


EBice e il Conte del tBalzo. 


Con. Bice, m’ascolta ; il tuo spavento è vano, 
Giostra d’onor si corre! 

BicE Eppur sovente - 

A morte quivi si combatte. Ah! credi, 
Mille rischi vegg’io, che tu non vedi, 
Perchè non ami! 

Con. Non temer, ben noto 
E il valor d’Ottorino. 

Bice Ma non è stanco il mio crudel destino 
Di perseguitarmi, e ognor mi.sta dinnanti 
Quell’ efferato che d’amor vaneggia, 

E il suo pugnale che su me lampeggia ! 

Con. Non rammentar l’ orrenda scena ; omai 
Tutto è pronto alla fuga, e quell’ insano 
Invan ne fremerà! 

BicE Ma alcun non riede 
Dalla pugna feral!... Già nel mio petto 
L’ansia s’accresce... Oh! chi sarà che acqueti 
Il mio crudel terrore? 


SCENA V. 


Tremacoldo che giunge frettoloso e detti. 


TrE. Tremacoldo, il tuo fido trovatore! 


Bice Generoso, ben tu vieni - 
Parla... 

Con. Parla... i 

Bice Udire 10 vo)... 


Tre. (a Bice) Il tuo duol si rassereni, 
Tutto a voi narrar saprò. 


SECONDO 25 

Ecco il campo della sfida, 

Mandan Varmi viva luce: 

Sacramoro i rossi guida, 

Ottorino ai bianchi è duce. 

E il segnal - s'avanzan feri... 

Vola Vagil palafreno - 

Maglie, usberghi, aste, cimieri, 

Tutto ingombrano il terreno... 

E gia lun sull’altro riede... 

D'urli un rombo al ciel s’innalza... - 

Ma il drappel de’ bianchi cede... 

Sacramoro i vinti incalza !... 

Ottorino allor, baciando 

La tua ciarpa che cingea, 

A due mani il ferro alzando 

Sul vincente si spingea ; 

Fa prodigi di valore, 

Tutto abbatte in suo cammin, 

E gia il serto dell’ onore 

Gli rifulge intorno al crin! 


Brick Io respiro ! 
Con. Oh liete nuove! 
TRE. Non è tutto - in quelle mura 


Ecco altero un guerrier move: 
Bruna bruna ha l'armatura. 
Nel cimier suo volto cela ; 
Agli araldi il nome svela, 
Ed a morte ll vincitor 
Gia disfida... 

Bice e Uon. Oh mio terror! 

TRE. Corre Ottorino intrepido 
Alla tenzon novella. 
L’altro l’incalza, e rapido 
Il fa balzar di sella. 

Bick Ahimè! 

TRE. Su lui gia slanciasi, 
Sta per ferirlo a morte : 
Quando repente arrestasi... 


26 ATTO 
Getta 1 acciar quel forte. 
Fugge... sparisce... ùn nugolo 
Di polve il copre gia, 
Ed Ottorino incolume 
Ora al tuo sen verrà ! 


BicE Gran Dio, lo sposo rendimi! 
ION. E chi sara colui? 
Tre. Da ognun riconoscevasi 


| Marco Visconti in lui. 
Lon. (a Bice) Ma tergi quelle lagrime, 
Credi a te stessa almen... 


SCENA VI. 


1 precedenti, @tiorino cinto da’ suoi confidenti e seguito 
da Laura e dalle Damigelle di Bice. 


Orr.,Bice Corri, mia vita, stringerti 
Bramo per sempre al sen! 
(Lon. (a Bice e ad Ottorino) 
Uopo è partir, dividerci... 


BICE Qual triste addio crudel!... 

{on. Pronti nel parco attendono. 
Guide e destrieri... 

BICE i Oh ciel! 

OTT. Partiam. 


‘apresi la porta in fondo che dà al parco, e da quella soglia 
sbarazzandosi dal mantello si mostra Marco Visconti) 


SCENA VII. 


REarco Visconti e detti. 


{LI ALTRI Qual vista! i 
Mar. (a Ottorino) Un demone 
| Ove ti spinge omai? 

OTT. A che mel chiedi? 

Mar. Seguimi. 


Ruscon ne attende... il sal! 


SECONDO Ri La 


Ort. Ne attende invan! 

Mar. La figlia 
Trarre all’altar tu déi! 

Ort. Nol posso! 

Mar. Vieni! 

OTT. i Apprendilo - 
E sposa mia costei ! 

Mar. Iniquo, muori... 

Bice (interponendosi) Arrestati - 


GLI ALTRI 


E vano il tuo furor! 
(Oh scena abbominevole 
D'affanno e di terror!) 


Bice (a Marco con ira crescente) 


OTT. (a Marco) 
To t'ho amato, e il ciel ne attesto, 


Di mia madre infausto amante 


Trafiggesti 11 genitore, 

Di quel sangue ancor grondante 

fo ti veggio... e speri amore?... A 
Vanne, vanne, sciagurato ; 

Questa fiamma eletta e pia 

Nacque insiem coll’alma mia, 

E perenne in me vivrà ! 


Quando un padre a me parevi: 
Ma ti sprezzo e ti detesto 

Or che a despota ti elevi! 
involar mi puoi la vita 

Per colei che l’alma adora; 
Ma nessun, me vivo ancora, 

Il mio ben m° involera ! 


Man. (a Bice) 


Ben trafissi un disumano 


Ohe ogni speme a me togliea, 

Il tuo volto sovrumano 

L’ alma mia placar potea... 

T° ho perduta! - Ultrice furia 

Par che lira in sen m’accenda: 

Ma qual folgore tremenda 
Sovra lui divampera! (accennando Ottorino) 


28 ATTO 

TRE. (Se io m’avessi la possanza 
Dell’eroe più noto in terra, 
Punirei I’ oltracotanza 
Di quell’uom che a lei fa guerra. 
Ma in poter del trovatore 
Non è dato invan ingegno, 
Ed il nome dell’ indegno 
Infamare un di saprà!) 

Con., Lau. e Coro 
(D’una stirpe illustre e altera 

Solo un fior serbava il cielo; 
Ma il minaccia la bufera, 
E gia langue in sullo stelo! 
Deh! gran Dio, tu la difendi 
Dal furor di quell’ avverso ; 
Volgi un guardo sul perverso, 
E il perverso sparirà !) 

PARTE DEL Coro (guardando verso l'interno) 

Qual fragor? 
ALTRI Lodrisio!... 


SCENA VIILO 


{ suddetti, Lodrisio, indi un Capitano che guida 
un drappello di Soldati. 


Lop. \atterrito ad Ott. simulando amicizia) 
Ah! fuggi - 
Accerchiato è gia. il castello: 
E d’arcieri un rio drappello 
Cerca, anela il Guelfo in te! 
Tre., Lav. e Coro (guardando con maraviglia Ottorino) 
Egli un guelfo! 
on. (a Marco) H salval... 
Mar. Invano. 
Bice (a Mar.) Ei pietà nel sen ti desti! 
Manr.(aBice) E di me... di me Vavesti? 
(si mostrano gli Arcieri, il Capitano muove verso Vil.) 


SECONDO 9 
TUTTI Reo destin! i 
BicE Ti perdo!... ahimé! 
Ort. (affidando la sposa a Lodrisio) 
A Limonta or tu Y adduci, 
Nol potria cadente padre... 
Lop. (stringendo la mano ad Ottorino in segno di assentire) 
(Io trionfo!...) 
Bice (spaventata) Quelle squadre... 
Sposo... (cercando trattenerlo) 
Con., Cap., TRE., Laura e Coro (rivolti ad Ottorino) 
Ahi! speme più non ha! 
Ort. (staccandosi da Bice) 
Bice, addio, di me rammenta... 


BICE Teco io vengo... 

OTT. Ah! no, ti calma... 
Bick Viva o spenta, è tua quest’alma... 
OTT. Cessa... 

Bice Io manco... 

TUTTI O ciel, pietà! 


(Bice dopo avere indarno cercato di trattenere lo sposo 
si abbandona trambasciata nelle braccia di Laura; 
Ottorino commosso si allontana tra le guardie, Marco 
Visconti è agitato, perplesso; Lodrisio gioisce della 
sua trama infernale; gli altri tutti formano un quadro 
analogo.) 


FINE DELL'ATTO SECONDO. 


ATTO TERZO 





SCENA PRIMA. 

Una foresta. n fondo parte del lago di Como e catena di 
montagne. Un eremo in lontananza. È poco dopo il ira- 
monto. L’onde del lago sono oltremodo agitate, buio il 
cielo; è lampi e i tuoni accrescono Vorrore della tempesta. 

Contadini da lontano. 


P astorel, gli sparsi armenti 
Presto guida al casolar: 
Sono in guerra gli elementi, 
Voga al lido, o marinar! 

Voci INTERNE (dall’eremo) 
Placa, placa, o Signor, 
Gli sdegni tuoi, 
Pietà nel tuo rigor 
Pietà di noi! 

Sul figli che nel duol — » 
Gementi sono, È 
Deh! volgi un guardo sol 
Del tuo perdono. 

(L’uragano è al colmo, e al chiarore de’ lampi si veggino 
le onde del lago più in traversia, indi a poco a poco una 
barca in balia de’ vortici tempestosi. Un guerriero vi è 
sopra, îl quale dopo molti stenti giunge finalmente ad 
afferrare la sponda... quel guerriero è Ottorino) 


SCENA I. 


itorino trafelato, ansante si trascina sulla riva: 
indi i guerrieri seguaci di lui. 
Ort.Deh! chi mi regge?... chi m’aita?... Ancora 
Pare che m’incalzi la terribil onda !... 
Ah! no... ti bacio, o sospirata sponda. 
(Sé adagia sopra un sasso; la bufera a poco a poco 
comincia a cessare) 


ATTO TERZO SÌ 


Omai la lena si rinfranca!... Oh vista! 
(Le nubi diradansi, il cielo rasserenasi, e le voci as- 
sumono una dolce melodia.) 
Donne (dall eremo) 
Sui figli che nel dtiol 
Gementi sono, 
Deh! volgi un guardo soi 
Del tuo perdono! 
wr. Sei tu, Signor, che la procella acqueti, 
Tu che i miei ceppi disciogliesti ancora... 
Deh segui in tua pietà, sesui, e clemente 
Appaga i voti miei, 
Rendimi alfin la sposa che perdei! - 
» Corsi a Limonta, alle mie terre, ai lari 
» Di Lodrisio; ima ovunque invan m’aggiro? 
»K tra dubbi pensier piango e sospiro! » 
Uome un'aura in sul mattino 
Che del prato 1 fiori avviva, 
Quel sembiante suo divino 
Il mio vivere abbelliva. 
Era lieto allor, felice... 
Ma la gioia dispari... 
Al mio sen deh! riedi, o Bice, 
Tu sei Vastro de’ miei di! 
Ma chi vien dalle balze vicine?... 
Sì, lo stuol de’ miei fidi si avanza.. 
((uerr. È un portento il raggiungerti alfine, 
Fu stoltezza quel lago varcar! 


Ort. Che recate? qual resta speranza’ 
Guerr. Tutto è noto... 
OTT. Affrettate a narrar! 


Guerr. Esplorando per valli e per monti . 
S'apprendea che la sposa diletta 
Ti fu tolta da Marco Visconti, 
K al castel di Rosate ella sta. 
Our. Oh perfidia!... Vendetta, vendetta: 
A tal prezzo ei mi dié libertà! 


DI 
(9 


ATTO 


No, non sarà che in terra 
M°abbia il crudel rapita 
La speme di mia vita, 
La vita del mio cor! 

La cercherò dovunque 

— Geme Vafflitta e langue: 
Redimerò col sangue 
Il mio tradito onor! 

GUERR. Sul tuo rivale inviso 

Il nostro acciar gia piomba, 
Ritroverà la tomba 
Ove sognava amor! (si allontanano) 


SCENA IH. 


Sala mel castello di Rosate. Da un lato una porta che dù in 
altre stanze, dall'altro lato un verone. Al muro în fonde vi 
sono dipinti vari fatti guerreschi di Marco Visconti signore 
del castello, ed ‘in mezzo più in grande il ritratto di lut. 
Tra i vari mobili che addobbano la camera vi è un tavolino 
sul quale un’ampolla con l'arena da misurare il tempo, ed 
un seggiolone a bracciuoli. Una lampada rischiara la scena. 


Esice si avanza a passo lento, triste e pensoso. Dopo qualche 
momento di silenzio profondo si apre la porta di lato, e si 
mostra guardingo e riserbato ELedrisio. 


Lop. A” suoi pensieri è in preda! - Oh qual periglio! 
Marco Visconti che mie trame ignora, 
Qui nel castel si attende ad ora ad ora! 
Parlarle è d’uopo. - Bice... 


Bice (scuotendosi) __ Oh ciel! chi veggio? 
Lop. L’uom che t'ama... , 

BicE ) Che ardite? 

Lop. Le mie parole ascolta... 

BicE Uscite, uscite! 


Lop. No, stanco io son di tue ripulse! Il dissi, 
Spento è Ottorino come Guelfo, amarmi 
Alfin tu puoi... Rimira, (capovolgendo l’ampolla 
Trascorsa appena la metà di un'ora, 


TERZO 
‘) cedi e disciorrò le tue ritorte, 
0 in questa fiala troverai la morte! 


DI 
QI 


(pone una piccola fiala sul tavolino e rapidamente s ‘invola) 
Bice Deh! per pietà, fermate... 


(per seguirlo, la porta si richiude) 
Oh! bivio! » 0h mio furor! Belva crudele, 
» Tal fe’ tu serbi all’infelice sposo? 
» Così m'adduci di Limonta al campi‘ 
»Questo è l’asil che mi destini?... Amarmi 
»D' un empio amor, strapparmi 
» La fida Laura, in un remoto ostello 
» Spingermi...» Oh mio terror!... Par, che m'insegua 
Quella polve, il velen, | onta, lo scempiol... | 
( fuggendo all’altro canto della stanza) 
Ecco già sorge d’Ottorin lo spettro 
Tutto sangue stillante, e a sè mi tragge... 
(rivolgendosi involontariamente all’ampolla) 
Ahimè! la mia condanna or fia compiuta, 
Un altro istante ed io sarò perduta! 


‘Ella cade nel più profondo abbattimento, un preludio di 


TRE. 


BICE 


TRE. 


liuto la scuote; si rianima, avvicinasi al verone donde 
viene quel suono, tende Vorecchio, ed ascolta) 
(dall'esterno del Castello) 
Rondinella pellegrina 

Che ti posi în sul verone. (il canto è interrotto) 
(ch'è salita sul verone) 

Tremacoldo! ei s’ avvicina, 

E lusata sua canzone... 
ripigliando) 

Che vuoi dirmi in tua favella, 

Pellegrina rondinella ? 


Brick (sporgendosi sul verone e sventolando un velo bianco pro- 


BICE 


segue unendo la sua alla voce che si ode dal di fuori) 
Solitaria nell’ obblio 
Dal tuo sposo abbandonata, 
Piangi forse al pianto mio, 
Vedovella sconsolata ?... 
Ei già sale... Vieni, affretta - 
Trepidando il cor © aspetta!... 


» 


ATTO 


34 
SCENA IV. 
f'remacoldo entrando da una scala di corda 
fatta afferrare al parapetto del verone, e detta. 
Tre. e Bice (abbracciandosi) 
Oh sorte! oh gioia! sei tu?... respiro!... 
Un sogno sembrami del mio pensier! 
No, non m’inganno... no, non deliro: 
Dalle tue lagrime discopro il ver! 
Bice Il cor mi balza a te d’appresso! 
Tre. E questo istante del cielo un dono!... 
BicE Freno alla gioia! parliam sommesso : 
Qui cinta ovunque, spiata io sono! 
Tre. (chiudendo la porta a chiave) 
Ti calma, or cangiasi il reo destino... 
BICE Lo sposo in cielo preghi per noi! 
TrE. In ciel? che parli! vive Ottorino... 
BICE Vive! io risorgo ne’ detti tuoi! 
Superno immenso è il mio contento! 
Deh! tu mi reggi... mancar mi sento... 
Trx. Rattempra il giubilo, deh! ti raffrena - 
Verra quell’inelito, ti rasserena! 
 Bick Ad esso io volo... 
(E per andare, quando si sente rumore alla porta come 
di persona che voglia aprirla) 
Tre., BIcE Melo!.... 
BICE E Vinfame... 
Tre. Marco Visconti? 
Brick Lodrisio egli è! 
(la porta è per forzarsi) 
Ei qui mi trasse con empie trame... 
TRE. Il vile!... 
BICE Amore ei cerca! 
Pre. Ahimé! 


(il rumore ad un tratto cessa) 


TERZO 99 
Bice Ma taci, udiamo... 
TRE. Non vè più tema... 
(s'incammina al verone) 
Bice Addio... | 
TRE. Vo’ correre, salvar ti vo?! 
( Tremacoldo ha posto già il piede sulla scala, allorché 
in fondo si apre la porta mascherata a muro, e vedesi 
Lodrisio in mezzo ai suoi sgherri.) 


SCENA V. 


Lodrisio, sgherri e detti. 


Lop. Stolti! gia suona lora suprema... 
Bice e TRE. (correndo luna all’altro) 
Con te quel perfido sfidar saprò! 
AI tuo’ sen, nelle tue braccia 
Affrontar la morte anelo: 
Freme l’empio e invan minaccia: 
Han gli afflitti un Dio nel cielo! 
Trema, iniquo, pria che io mora 
Rinfacciarti almen potrò. 
Innocente io vissi ognora, 
E innocente io morirò! - 
Lop. (Gia il Visconti, ahimè, si aspetta!) 
Slan divisi... (agli sgherri) 
TRE. (opponendosi) Infame!... 
BicE (resistendo anche essa) Ah no! 
Lop. (a Bice) Vieni, vieni... 
TRE. Avrem vendetta!... 
Brick (Qual pensier!...) 
TRE. (allontanandosi tra gli sgherri) 
Bice!... 
BICE ( impadronendosi furtivamente della fiala) 
Verrò! 
(Da una parte Bice è strascinata da Lodrisio: dall'altra 
Trem. dagli sgherri. Indi a poco un suono festivo di 
trombe annunzia l’arrivo del signore del Castello, e 
dalla porta d’ingresso vien fuori Marco Visconti) 


56 ATTO 
SCENA VI. 


Riareo Visconti, poscia Ottorino. 


Mar. (al suo seguito) 

Solo esser vo’, icciatenf . 

Fin da quel dì che libertade io corsi 

Ad implorar per Ottorino e l’ebbi, 

Sparvèr dal mio pensiero 

Gloria, possanza, ambizion d’ impero! 

Kssl saran felici, 

Mentre io sepolto in queste antiche mura 

Meco divorerò la mia sventura! 

Ma, non m’inganno... chi s'avanza?... è desso... 

Egli è Ottorino. 
rr. (piantandosi appo luscio) 

A te ne vengo io' stesso! 

Man.Che chiedi tu? che più da me tu brami? 
)rT.La sposa io chiedo che tu mi hai rapita, 

E qui pria che l’onor darò la vita! 
Mar.La sposa! Bice!... Ella con te non era? 
Orrt.Tutto mi è noto; ella da te fu tratta 

In questo loco! 


Mar. Inganno è questo! 

OTT. Inganno! 
Man.Ti calma - io tutto ignoro!... 

Ort. E creder deggio‘ 


lo fremo, avvampo di tua voce al suono! 
MHar.Dubbiar ne puoi?.. . no, che sì vil non sono! 
Vil non è chi primo al lampo 
di addestro d’ acciar fatale; 
Non è tal chi seppe in campo 
Dar la vita al suo rivale! 
Io sciogliea le sue ritorte, 
La tua sposa devi a me. 
Potea darti esiglio, o morte, 
Vita e patria io diedi a tel 
ont, Di tua voce il suono usato 
Par che acqueti il mio furore: > 


=] 


DI 


fe; ‘TERZO 
d Forse omai ne incalza un fato, 
x Un poter di noi maggiore! 
3 Ma qui tratta fu colei, 
Il mio core la perdò... 
Gedi, cedi a’ pianti miei 
E la rendi alla mia fè. 
Man. Ah! mel credi, è un inganno d’inferno! 
E nel sen di te sento pietà. 
Ort. Son deserto, più nulla discerno, 
Più speranza quest'alma non ha. 
(Marco e Ottorino sono per uscire quando si mostrano 
i seguaci dell'uno e dell’altro.) 


SCENA VII. 


Coro di Guerrieri e detti. 


Coro Fermate, fermate. Lodrisio qui venne, 
Qui Bice in tuo nome prigione ritenne. (aMar.) 
Ma udendo appressarti, l’iniquo fuggi, 
E Bice recando tra selve spari! 


sn 


Mar., OTT. 
Che ascolto! 
Ort. Ah! perdona. 

è, (stringendo la mano a Marco) 
Mar. (abbracciandolo) M’abbraccia, corriamo... 
e Raggiungasi il vile... 

(oro Frementi noi siamo! 
MAR. Si cinga ogni calle; per ogni sentier, 


Un grido s’innalzi di morte forier! 
Mar.0rr.Corriam, corriam - raggiungere 
i Già parmi il traditore; 
Vo’ da quel sen disvellere 
A brani a brani il core; 
L’alma spietata rendere 
Dovrà di Bice al piè, 
E inutile le sue lagrime 
Più non saran per me! 
Coro ‘orriam, corriam, disperdasi 
Il mancator di fè. (corrono tutti) 


38 "< ANTIDIOT * 


SCENA ULTIMA. 


Sotterraneo nel castello. Vi si discende per una scala a 


chiocciola, la quale mette ep sotto la volta. Da per tutto 
è silenzio e buio. 


Ad un canto è Biee pallida estenuata: lo sguardo impietrito 
dal terrore, le chiome sparse sugli omeri. A mano a mano 
che saranno indicati verranno in iscena gli altri personaggi. 


Bick (vaneggiando) 
Va, mi lascia... invan t'affanni... 
Son del cielo... Ahi! con chi parlo?... 
To morir nel fior degli anni... 
E morir senza mirarlo! 
(di sopra la volta risuonano ripercosse dall’eco del sotter- 
raneo levocidiallarme e diguerra della scena precedente) 


Quali voci!... odo il mio nome!... 
Mi si rizzano le chiome!... (vorrebbe andare 
e vacilla; odesi dello strepito in fondo alla caverna) 
Forse è desso... ed io?... sciagura!... 
(vorrebbe gridare, non ha lena) 
Deh! venite... alfin pietà! 

(Arriva a strascinarsi e cade a piè della scala. Lo stre- 
pito raddoppia, si odono più vicine le grida; ed ecco in 
cima alla scala apparir Marco Visconti seguito da guer- 
rieri con faci. Egli scende precipitosamente e giunto 
innanzi a Bice indietreggia con orrore) 


Mar. Ah! che veggio - ella! oh sventura! 
Accorrete... 


(apresi una porta in fondo donde penetra un raggio di 
luna, e di là 8° inoltra rapidamente Ottorino ed altri 
Armigeri e gente de’ dintorni con faci) 

OTT. (dal fondo chiamando) Bice... 

Mar. (additandola con affanno) È 1à! 
VITTI Spenta?... 

Bick (con isforzo) No... 


TERZO t II 
Ort. © Mia sposa! 
BicE (rianimandosi) | Oh! gioia!... 
Che t'abbracci... pria ch’ io muoia! 
Ort. (mostrandole Marco) 
i Mira, or lieta alfin saral.. 


BicE Mal ti affidi... 
OTT.,MAR. Oh! mio terror! 
BicE Un mortal nappo vuotal... 
Per Sottrarmi al disonor ! 
OTT. AR! 
MAR. Si salvil.... (entrambi per andare) 
BicE (fermandoli) E vano omall... 
Mar. Ben trafissi il traditor! 


(Bice fa segno ad Ottorino che la porti dove la luce è 
maggiore: il giovane la compiace; Marco è atteggiato 
al più gran delore, ella rassegnata e cercando dissi» 
mulare il dolore che soffre, si sforza:sorridere e sola 
par calma in mezzo alla desolazione di tutti.) 

BICE Qui... di quell’ astro al raggio 

i Vo’ rivederti almeno!... | (l’abbraccia) 

Or son beata... stringimi 
L'estrema volta al seno!... 
L’alma a mia madre innalzasi... 
Con te rimane il cor!... 
Ti aspetterò tra gli angeli 
Ov’è perenne amor! 

OTT. No, non fuggire... attendimi, 

Teco morire anelo! 

Senza di te son misero, 

Voglio seguirti in cielo! 

I ceppi io. vo’ disciogliere 

Che mi fan tristo ancor: 

Sarem felici e liberi 

Nel bacio del Signor! , 

Mar. Cagion delle tue lagrime, 
Della tua morte io sono! 
Pria che il rimorso uccidami, 
Rendimi il tuo perdono!.. 


40 4 ATTO TERZO. 
Se fui con te colpevole 
D'un forsennato ardor. 
è Gli oltraggi miei dimentica... 
Ti parli il mio dolor! 
Bick (con voce fioca ad Ottorino) 


Vivi... pel padre... 


O1T. Ahi! misero! 
BicE (a Marco tendendogli la destra) 
Ti calma. 
Mar. Oh! fato rio! 
Coro (inginocchiandosi) 
Preghiam!... 
BicE Gia gli astri tirano 
La... sempre uniti... addio! 
OTT. Un altro sguardo MRISRULA 
Mar. Deh! non lasciarne ancor.. 
Coro ‘ Vola, colomba eterea, 


Vola all’eterno amor! 


Bice spira nelle braccia di Ottorino; Marco Visconti resi 
immobile a’ piedi di lei, tutti gli altri sono immer 
nella più desolante mestizia. Quadro generale. ) 


FINE.